mercoledì 29 settembre 2010

Elogio della lentezza

Quando tieni davvero a qualcosa, è difficile lasciarlo andare. A me è successo oggi con l'argomento affrontato nella passeggiata pomeridiana con un'amica. Mi sono lasciata prendere talmente tanto dal discorso che ho continuato a pensarci anche tornata a casa e, a quanto pare, ho sentito anche il bisogno di scriverci su qualche cosa in questo blog... 
Il tema: l' amore. Anzi, l' Amore.
Io, l' Amore con la A maiuscola, non so cosa sia. Mai provato, almeno fin'ora s'intende. Affetto, sì. Attaccamento, anche. Infatuazione, dedizione, tenerezza, simpatia... penso di poterlo affermare con ragionevole certezza. Ma l' Amore, quello no. Non ne ho ancora avuto l'occasione.
Però, pur non avendolo provato, un' idea di come possa essere ce l'ho.

La prima parola che mi viene da associare all' amore è "lento". Strano, vero?
Ma lentamente (ovvio) mi sono assolutamente convinta che questo sentimento si sviluppi a una velocità talmente ridotta che quasi ci dà ai nervi. In pratica, per me l' amore è un bradipo. Un' immagine terrificante, lo ammetto, per nulla romantica né ispirata, ma serve a rendere bene l' idea!
Con il concetto di "lento" introduco il concetto del Tempo. E visto che la maiuscola la mettiamo all' Amore, mettiamola pure al Tempo, che dell' Amore è grande amico, al contrario di ciò che dicono tutti (oggi mi sento rivoluzionaria!).
Voglio spezzare una lancia a favore del Tempo, troppo spesso maltrattato e criticato dagli innamorati, accusato di rotture e logoramenti (si dice logoramenti?) di rapporti! Tutto con il tempo sembra destinato a morire, a cadere nell'abitudine e in quella che personalmente ritengo una delle grandi piaghe dell'umanità e mi ha sempre terrorizzato peggio dell'uomo nero nascosto sotto il mio letto di bambina (c'era, giuro che c'era...): la noia!
Non è vero che è così! Il Tempo, in realtà, è un grande alleato, solo che siamo tonti (tutti, mi ci metto dentro pure io) e non lo sappiamo usare bene!
Ora, lasciate che vi illumini con le mie eccezionali metafore.
Ipotizziamo che il tempo sia un fuoco. Un bellissimo fuocherello scoppiettante, né troppo fioco, né troppo alto. Giusto. Ora, se noi ci buttiamo nel fuoco... innanzitutto siamo fuori di testa e dovremmo farci curare, e in secondo luogo ci bruciamo. Questo primo comportamento è tipico di chi vuole tutto subito e non lascia al tempo la possibilità di fare il suo lavoro, ma ci si "butta" per timore che passi e non torni più.
L'altra possibilità è di sedersi accanto al fuoco e di godere del suo calore senza farci alcun male, assaporando il tepore... (mi ci vedo, con un sorriso ebete stampato sulla faccia, accanto al mio fuocherello). Il Tempo in questo modo diventa un conforto, un alleato, un amico che scalda e ci permette di cogliere tutte le più belle sfumature che con la sua luce riesce a creare...

Abbandoniamo momentaneamente il meraviglioso mondo delle metafore.
Quando vogliamo fare qualcosa per bene, la facciamo velocemente o lentamente, con cura?
E allora io mi chiedo: perché, per la cosa che a furor di popolo è ritenuta più importante ed è ricercata in tutti i modi/luoghi/esseri umani, ovvero l' Amore, non abbiamo la pazienza di spenderci un po' di più? Che è tutta 'sta fretta che ci attanaglia? Perché dobbiamo fare/avere/capire tutto subito? Dov'è la cura in tutto ciò? Dov'è l'attenzione? Dove la delicatezza, la precisione del gesto, il tempo per riflettere e fare le cose per bene?
Riparto con le metafore: se voglio costruire su una casa (e qui l'amica dirà: "No, ti prego, ancora con questa storia delle case!". Sì. Sono cocciuta.) dovrò partire dalle fondamenta. Se voglio che la casa regga, le fondamenta devono essere solide, stabili, fatte CON CURA. E allora che faccio? Scavo un buco e ci metto due pali a casaccio? Ovvio che no, farò le cose con calma e l'operazione richiederà... si, esatto, Tempo!
(Certe volte la mia logica mi spaventa!).
Ora è chiaro perché il Tempo è, oserei dire, fondamentale?
E tanto più tempo dedichiamo a qualcosa, tanto più questa cosa è importante e diventa importante.
Certo, si potrebbe dire: oggi ti conosco, domani ci fidanziamo, dopodomani viviamo insieme. Voilà, fatto. In fondo, cosa cambia? Ma è questa l'importanza che vogliamo dare alle cose che ci riguardano? L'importanza che vogliamo dare a noi, di conseguenza?
Mi spiace, io passo!
Che poi qui si sta parlando della vita... la nostra per l'esattezza! Non so voi, ma io alla mia ci tengo particolarmente. Sarò possessiva, un po' egoista, ma la mia vita io me la coccolo, me la curo... è che mi piace proprio, non so cosa farci. Sì, lo ammetto, sono dipendente, è un vizio tremendo che non riesco a estirpare e spero di non riuscirci mai.
Per lei, la mia cara, a volta noiosa ma pur sempre affascinante, vita, voglio solo il meglio. E sono dunque disposta a spenderci tutto il Tempo necessario, anche per costruire quella casa che è l' Amore che spero non venga mai ultimata...

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