venerdì 10 giugno 2011

Anatomia 2

E' fatta.

Sveglia alle 4.30.
Treno alle 5.23.
Arrivo in università alle 8.50.
Inizia l'attesa...
Passano uno dopo l'altro gli studenti, chiamati alternativamente da uno dei tre prof presenti quel giorno. L'ordine è alfabetico, io posso prendermela comoda. Ma molto comoda.
C'è chi, chiamato, si avvia a passo sicuro, chi si trascina come al patibolo, chi ormai è esperto perchè ha vissuto la situazione fin troppe volte.
Sono in ansia, tremo, ho mal di pancia. Oddio, devo andare in bagno... E se mi chiamano? Devo resistere. Aspetto. Santi numi, che male... Non ce la faccio, devo proprio andare in bagno!
L'ansia: la soluzione contro la stitichezza del mondo.
Ovviamente al mio ritorno non mi hanno chiamato (caro ordine alfabetico...).

Finalmente, alle 18.10, dopo NOVE ORE di attesa, sento chiamare il mio nome.
Mi alzo, afferro il libretto e penso: "Ti prego, chiedimi i reni". I reni li so cantando.
Mi avvio. Renirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenireni.

"Vediamo, signorina, di cosa mi può parlare..."
Renirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenireni.
"Mi parli del rene"
Mi accendo come una lampadina! Parto in quarta, inizio a decantare le meravigliose proprietà di quest'organo che devo ancora capire perchè mi piace così tanto; ho appena iniziato a descriverne la struttura interna quando vengo bloccata (uffa!) per passare alla descrizione dettagliata del nefrone: nessun problema! La mia ode all'apparato urinario continua; vengo nuovamente interrotta (e allora!), ora vuole sapere qualcosa sulla via corticospinale: ok, anche il sistema nervoso è andato! Bene, passiamo alla corticale del surrene, divisione in strati e produzione ormonale: sicuro! So tutto, mi sento un pozzo di scienza! Sono lanciatissima, non mi ferma più nessuno! Come se tutta la fatica, l'ansia, l'attesa di quelle nove ore e di tutto il mese passato a studiare si fossero trasformate nell'inarrestabile fiume di parole che sto riversando sul prof, e a ogni domanda che mi viene posta sento quel piacevole brivido che deriva dal conoscere la risposta esatta.
E' contento, il prof. Lo vedo. Si ferma, mi sorride, mi guarda e io gli leggo nel pensiero. Il voto lo ha deciso, ora vuole vedere se, su 'sta torta, ci vogliamo mettere la ciliegina...
"Mi sa dire come si chiama il piccolo spazio tra le cellule endoteliali dei sinusoidi epatici e gli epatociti?"
Sorrido come una stupida. Lo so. LO SO! Cavolo, lo sooooooo! Cavolo, forse dovrei anche dirlo...
"Lo spazio perisinusoidale di Disse".

Ed eccola lì, la lode.

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