Ma quand'è che mi sono trasformata in un'ottantenne narcolettica?
Stasera devo uscire, ma sono le 21.18 e crollo già dal sonno.
Santi numi!
mercoledì 22 giugno 2011
giovedì 16 giugno 2011
Fashion revolution!
Questo è un post di protesta!
Una protesta leggera, di quelle che sono un po' come delle piccole folate di vento che sollevano al massimo qualche foglia... ma comunque una protesta!
Ce l'ho con l'industria della moda: dopo lunghe e accurate riflessioni sono giunta alla conclusione che non sono io che mi devo adattare ai vestiti, ma loro che si devono adattare a me. Il mio è un ultimatum.
Ma ci rendiamo conto che mi hanno fatto crescere con l'idea che io mi dovessi adeguare agli abiti, alle forme stabilite dagli stilisti (che ovviamente non hanno idea di come sia fatta una donna vera, una di quelle che non ha la forma di un palo della luce) e mi dovessi pure sentire in colpa se non rientravo nei LORO canoni?!?!?
Ne ho preso coscienza ieri...
In ogni caso, mi pare evidente che, poichè non riesco a trovare in commercio alcun vestito che mi soddisfi, imparerò a confezionarmeli da sola. Io ho in mente come mi voglio vestire, ma non ci sono le cose che mi piacciono! Per quale diavolo di motivo devo comprarmi e mettermi roba che non mi soddisfa e non mi rappresenta solo perchè qualcuno ha deciso che quelli sono i vestiti che si DEVONO indossare?
Che poi ci sono anche dei vestiti proprio carini, come quello che ho trovato oggi con un bottone sul colletto che è la fine del mondo... Ma è una rara eccezione!
E quindi...
A me la macchina per cucire! :D
Una protesta leggera, di quelle che sono un po' come delle piccole folate di vento che sollevano al massimo qualche foglia... ma comunque una protesta!
Ce l'ho con l'industria della moda: dopo lunghe e accurate riflessioni sono giunta alla conclusione che non sono io che mi devo adattare ai vestiti, ma loro che si devono adattare a me. Il mio è un ultimatum.
Ma ci rendiamo conto che mi hanno fatto crescere con l'idea che io mi dovessi adeguare agli abiti, alle forme stabilite dagli stilisti (che ovviamente non hanno idea di come sia fatta una donna vera, una di quelle che non ha la forma di un palo della luce) e mi dovessi pure sentire in colpa se non rientravo nei LORO canoni?!?!?
Ne ho preso coscienza ieri...
In ogni caso, mi pare evidente che, poichè non riesco a trovare in commercio alcun vestito che mi soddisfi, imparerò a confezionarmeli da sola. Io ho in mente come mi voglio vestire, ma non ci sono le cose che mi piacciono! Per quale diavolo di motivo devo comprarmi e mettermi roba che non mi soddisfa e non mi rappresenta solo perchè qualcuno ha deciso che quelli sono i vestiti che si DEVONO indossare?
Che poi ci sono anche dei vestiti proprio carini, come quello che ho trovato oggi con un bottone sul colletto che è la fine del mondo... Ma è una rara eccezione!
E quindi...
A me la macchina per cucire! :D
venerdì 10 giugno 2011
Anatomia 2
E' fatta.
Sveglia alle 4.30.
Treno alle 5.23.
Arrivo in università alle 8.50.
Inizia l'attesa...
Passano uno dopo l'altro gli studenti, chiamati alternativamente da uno dei tre prof presenti quel giorno. L'ordine è alfabetico, io posso prendermela comoda. Ma molto comoda.
C'è chi, chiamato, si avvia a passo sicuro, chi si trascina come al patibolo, chi ormai è esperto perchè ha vissuto la situazione fin troppe volte.
Sono in ansia, tremo, ho mal di pancia. Oddio, devo andare in bagno... E se mi chiamano? Devo resistere. Aspetto. Santi numi, che male... Non ce la faccio, devo proprio andare in bagno!
L'ansia: la soluzione contro la stitichezza del mondo.
Ovviamente al mio ritorno non mi hanno chiamato (caro ordine alfabetico...).
Finalmente, alle 18.10, dopo NOVE ORE di attesa, sento chiamare il mio nome.
Mi alzo, afferro il libretto e penso: "Ti prego, chiedimi i reni". I reni li so cantando.
Mi avvio. Renirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenireni.
"Vediamo, signorina, di cosa mi può parlare..."
Renirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenireni.
"Mi parli del rene"
Mi accendo come una lampadina! Parto in quarta, inizio a decantare le meravigliose proprietà di quest'organo che devo ancora capire perchè mi piace così tanto; ho appena iniziato a descriverne la struttura interna quando vengo bloccata (uffa!) per passare alla descrizione dettagliata del nefrone: nessun problema! La mia ode all'apparato urinario continua; vengo nuovamente interrotta (e allora!), ora vuole sapere qualcosa sulla via corticospinale: ok, anche il sistema nervoso è andato! Bene, passiamo alla corticale del surrene, divisione in strati e produzione ormonale: sicuro! So tutto, mi sento un pozzo di scienza! Sono lanciatissima, non mi ferma più nessuno! Come se tutta la fatica, l'ansia, l'attesa di quelle nove ore e di tutto il mese passato a studiare si fossero trasformate nell'inarrestabile fiume di parole che sto riversando sul prof, e a ogni domanda che mi viene posta sento quel piacevole brivido che deriva dal conoscere la risposta esatta.
E' contento, il prof. Lo vedo. Si ferma, mi sorride, mi guarda e io gli leggo nel pensiero. Il voto lo ha deciso, ora vuole vedere se, su 'sta torta, ci vogliamo mettere la ciliegina...
"Mi sa dire come si chiama il piccolo spazio tra le cellule endoteliali dei sinusoidi epatici e gli epatociti?"
Sorrido come una stupida. Lo so. LO SO! Cavolo, lo sooooooo! Cavolo, forse dovrei anche dirlo...
"Lo spazio perisinusoidale di Disse".
Ed eccola lì, la lode.
Sveglia alle 4.30.
Treno alle 5.23.
Arrivo in università alle 8.50.
Inizia l'attesa...
Passano uno dopo l'altro gli studenti, chiamati alternativamente da uno dei tre prof presenti quel giorno. L'ordine è alfabetico, io posso prendermela comoda. Ma molto comoda.
C'è chi, chiamato, si avvia a passo sicuro, chi si trascina come al patibolo, chi ormai è esperto perchè ha vissuto la situazione fin troppe volte.
Sono in ansia, tremo, ho mal di pancia. Oddio, devo andare in bagno... E se mi chiamano? Devo resistere. Aspetto. Santi numi, che male... Non ce la faccio, devo proprio andare in bagno!
L'ansia: la soluzione contro la stitichezza del mondo.
Ovviamente al mio ritorno non mi hanno chiamato (caro ordine alfabetico...).
Finalmente, alle 18.10, dopo NOVE ORE di attesa, sento chiamare il mio nome.
Mi alzo, afferro il libretto e penso: "Ti prego, chiedimi i reni". I reni li so cantando.
Mi avvio. Renirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenireni.
"Vediamo, signorina, di cosa mi può parlare..."
Renirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenirenireni.
"Mi parli del rene"
Mi accendo come una lampadina! Parto in quarta, inizio a decantare le meravigliose proprietà di quest'organo che devo ancora capire perchè mi piace così tanto; ho appena iniziato a descriverne la struttura interna quando vengo bloccata (uffa!) per passare alla descrizione dettagliata del nefrone: nessun problema! La mia ode all'apparato urinario continua; vengo nuovamente interrotta (e allora!), ora vuole sapere qualcosa sulla via corticospinale: ok, anche il sistema nervoso è andato! Bene, passiamo alla corticale del surrene, divisione in strati e produzione ormonale: sicuro! So tutto, mi sento un pozzo di scienza! Sono lanciatissima, non mi ferma più nessuno! Come se tutta la fatica, l'ansia, l'attesa di quelle nove ore e di tutto il mese passato a studiare si fossero trasformate nell'inarrestabile fiume di parole che sto riversando sul prof, e a ogni domanda che mi viene posta sento quel piacevole brivido che deriva dal conoscere la risposta esatta.
E' contento, il prof. Lo vedo. Si ferma, mi sorride, mi guarda e io gli leggo nel pensiero. Il voto lo ha deciso, ora vuole vedere se, su 'sta torta, ci vogliamo mettere la ciliegina...
"Mi sa dire come si chiama il piccolo spazio tra le cellule endoteliali dei sinusoidi epatici e gli epatociti?"
Sorrido come una stupida. Lo so. LO SO! Cavolo, lo sooooooo! Cavolo, forse dovrei anche dirlo...
"Lo spazio perisinusoidale di Disse".
Ed eccola lì, la lode.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)