Dovendo andare a fare ripetizioni di matematica (condizione essenziale per essere studente universitario è la totale devozione alla povertà), mi imbacucco stile omino Michelin e mi avvio verso il motorino. Mi immaginavo già a sfrecciare a tutta velocità sulla via Romana, costeggiata dagli ippocastani (da evitare accuratamente mentre si adopera il suddetto mezzo a motore), con il vento tra i capelli e la sciarpa svolazzante al seguito...
Questo se io avessi un motorino che funziona, che si accende quando lo vuoi accendere e si spegne altrettanto diligentemente. Invece no! Fatto il primo tornante, a causa del rallentamento, il caro motociclo si spegne improvvisamente e inizia a rallentare lentamente ma inesorabilmente. Mi fermo del tutto, scendo sconsolata e lo metto sul cavalletto; poi inizio a sudare sette camicie per tentare di rimetterlo in moto. Ora, voi che passate il vostro tempo ad andare in palestra per dimagrire, smettetela e fate come me! Diventate proprietari di un rottame a due ruote che richiede il fabbisogno energetico di una settimana per essere rimesso in moto! Dopo 10 minuti a infierire sulla pedalina, insultandola ogni volta che si bloccava e mi perforava il piede, ho deciso di fare una pausa e riprendere fiato (nel frattempo, alla faccia della temperatura invernale, ero già finita in maglietta). Mi sono seduta sulla sella, gomiti puntati sulle ginocchia e mento affondato nel palmo delle mani, broncio fino a terra. Avevo appena iniziato a pensare che il mondo intero ce l'aveva con me, che non era giusto, che l'intero creato mi odiava e c'era in corso un qualche complotto cosmico per rendermi la giornata un inferno (avete mai notato come un problema che se capita a un altro ci sembra una sciocchezza, quando capita a noi aumenta notevolmente di dimensioni?), quando ho preso coscienza dello spettacolo meraviglioso che si apriva davanti ai miei occhi. Sì perchè, nella mia cosiddetta sfortuna, il motorino mi si è fermato su una strada a strapiombo sul mare e da cui si ammira un panorama pazzesco: da destra a sinistra l'immensa massa d'acqua marina brillava sotto il sole invernale, riflettendo l'azzurro di un cielo terso e limpido, incorniciata da entrambe le parti da due lembi di terra coperti di colline verdeggianti... A dir poco meraviglioso!
Il mio broncio si è subito trasformato in un abbozzo di sorriso, il mio nervosismo è scivolato via, proprio come la barchetta che si intravedeva all'orizzonte, e tutta la visione del problema ha cambiato radicalmente significato. Certo, il motorino era ancora fermo, ma quel piccolo contrattempo mi aveva costretto a fermarmi e ad accorgermi del posto meraviglioso in cui vivo. Ho colto quindi il lato positivo della faccenda e tutto ha assunto un nuovo senso!
Ah, il motorino alla fine, dopo un altro po' di sudore, è ripartito e io sono riuscita a portare a termine la mia lezione sull'elevamento a potenza e l'estrazione di radice senza altri intoppi!
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