lunedì 30 agosto 2010

"E’ una cosa speciale per coloro che sono sensibili alle cose belle"

Ieri momenti fantastici ed emozionanti durante il racconto di un missionario comboniano: un uomo di 82 anni con la lucidità di un ragazzino e la sensibilità di chi ha vissuto mille esperienze traendone il massimo per diventare una persona straordinaria. Ha raccontato brevemente dei 20 anni passati in Brasile e delle persone che ha conosciuto durante la sua vita, tra cui padre Ezechiele Ramin, missionario assassinato a soli 32 anni. E' stato toccante il racconto della sua morte, ma ancora di più lo è stata la delicatezza e la serenità delle parole usate da Giovanni (così il nome del giovane 82enne) che ci ha voluto fare partecipi di questa storia.
Inutile dire quanto io sia rimasta colpita, affascinata e al tempo stesso sbalordita, come mi succede sempre quando scopro che esistono persone disposte davvero a dare tutto, a donare un'intera vita per il prossimo, senza condizioni, senza pretese, offrendo semplicemente sè stessi.
Lo stupore è poi accompagnato da una buona dose di speranza, sempre utile, da andare a riprendere e rispolverare quando si ha l'impressione che le cose non vadano per il verso giusto...

Una cosa vorrei dirvi.
E’ una cosa speciale per coloro
che sono sensibili alle cose belle.
Abbiate un sogno.
Abbiate un bel sogno.
Seguite soltanto un sogno.
Il sogno di tutta la vita.
La vita che è un sogno è lieta.
Una vita che segue un sogno
si rinnova di giorno in giorno.
Sia il vostro un sogno che miri a rendere liete
non soltanto tutte le persone,
ma anche i loro discendenti.
E’ bello sognare di rendere felice tutta l’umanità.
Non è impossibile…
(padre Ezechiele Ramin)

mercoledì 25 agosto 2010

...e un basco rosso.

Ci siamo, gente! Data per il test d'ingresso fissata: 8 settembre 2010.
La prima cosa che mi è venuta in mente è stato l'8 settembre 1943... E questo è il chiaro segno che lo studio sta occupando in maniera eccessiva la mia mente e le mie giornate! Poi io, che con la storia ho sempre fatto a pugni, vedi un po' cosa mi trovo a ricordare... Stamattina super-riassunto della Prima Guerra Mondiale e oggi pomeriggio mi dedico alla Seconda e alla decolonizzazione... Con la prospettiva che il 9 settembre avrò nuovamente rimosso ogni cosa e tornerò la solita capra di sempre (ho una reputazione da difendere!).

Nel frattempo il mio organismo si dà alla pazza gioia con malanni e acciacchi di ogni tipo e genere: prima la rottura di tutti i capillari del viso, ora un fungo su una gamba che non so nemmeno io come ho fatto a prendere! A tutto ciò aggiungiamo un manciata di raffreddore e mal di gola q.b.... Voilà, la ricetta per confezionare una "Ragazza stressata" è pronta!

Stamattina è tornata, prepotente, la voglia di scattare fotografie, cosa che ha reso ancora più arduo rimanere incollata alla sedia a occuparmi di Caporetto e della Rivoluzione d'ottobre. C'erano un tempo e una luce eccezionali, e io ho un sacco di progetti fotografici in mente e non poter mollare tutto per correre a realizzarli è stato piuttosto frustrante!

E poi, inspiegabilmente, mi è venuto l'irrefrenabile desiderio di possedere un basco rosso.

Credo che la mia anima nonsense si sia risvegliata...

lunedì 23 agosto 2010

Come una barca...

"La barca è femmina...
La barca vuole navigare, vuole sentire il mare, vuole sentire il vento... allora è viva, è bella."

Happy family (Gabriele Salvatores)

sabato 21 agosto 2010

Voglio una vita... maleducata

A volte non si riesce a credere all'arroganza della gente, come mi è successo una di queste sere. Una donna sui 40 anni passa in pizzeria e chiede se c'è la possibilità di avere dei frutti di mare da asporto. Io, sorridendo e con il mio tono da "camerieramoltogentileedisponibile" le rispondo che no, non è possibile, mi dispiace, ma facciamo solo pizze da portare via... Non lo avessi mai fatto! Questa tizia è diventata una furia, dicendomi che noi (noi chi?) qui (qui dove?) abbiamo un atteggiamento sbagliato, che facciamo sentire la gente di troppo, come se ci desse fastidio! Io, mantenendo la calma perchè ogni tanto penso ancora che "il cliente ha sempre ragione" (anche se fa di tutto per farmi cambiare idea), cerco di farla ragionare, dicendole che innanzitutto io non ne posso nulla perchè sono solo una dipendente (e forse è proprio per questo che si sfogava su di me, perchè sono "solo" una cameriera e dunque qualcuno che nella scala sociale del suo cervello vale meno di zero, e dunque qualcuno da poter trattare come si vuole e dimenticando le buone maniere... che piccolezza d'animo, signora!) e poi che volendo può fermarsi a cena nel ristorante e mangiare ciò che preferisce...
"No che non posso! Ho la nonna che mi aspetta fuori!" (ammetto che immaginare la scena mi ha fatto abbozzare un sorriso) "E poi mi spiega come dovrei fare io?!?! Sono appena arrivata da Milano e non ho nulla in casa! Cosa mangio??"
All'udire questa frase nel mio cervello si sono create varie immagini di bambini denutriti. Ho provato pena per lei, per questa "sciura" milanese arrogante e irrispettosa, perchè credeva davvero di avere un problema serio, ed era convinta di ricevere un disservizio non potendosi portare a casa dei frutti di mare.

Alla fine comunque ha deciso di portarsi via due pizze... E di lasciare a me una lezione di vita su come è meglio non comportarsi.

venerdì 20 agosto 2010

Ne vale la pena

Scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme, trapezio, trapezoide, capitato, uncinato... Con queste parole in testa stamattina correvo sul lungomare, sotto una rinfrescante pioggia che rende la corsa ancora più piacevole.
Non c'era praticamente nessuno, se non alcuni malcapitati possessori di cani, i quali, pioggia o no, devono portare i propri amici a fare la passeggiatina onde evitare disgustosi allagamenti in casa...
Mentre ripassavo le ossa del carpo, riflettevo sulla mia vita e su ciò che mi è capitato in questi mesi: cambiamenti, anzi stravolgimenti, rotte riviste e corrette, mappe stracciate in favore di altre, sicuramente più complesse e ardue da decifrare... Così mi chiedevo: perchè? Perchè lo sto facendo? Avrei potuto continuare sulla vecchia via, sarebbe stato più semplice, meno faticoso, più sicuro e certo. Attualmente mi sto facendo in 4 (anche in 5 e 6...) per lavorare, riuscire a studiare materie che avevo abbandonato da anni, ho davanti a me la prospettiva di altri 3 anni di università, in cui devo dipendere ancora dalla mia famiglia (volente o nolente) mentre tutti iniziano a lavorare e a costruirsi una vita stabile e indipendente.
Tutto farebbe pensare che io abbia fatto la scelta sbagliata, che sono fuori di testa a rimettere ogni cosa in discussione... E allora perchè? Perchè lo faccio?
Perchè ne vale la pena. Per la prima volta nella mia vita, seppur sommersa dalle cose da fare e incerta su quello che sarà il futuro e timorosa di un fallimento, sento che ne vale davvero la pena.

La falcata si è fatta più decisa e convinta e questo pensiero mi ha guidata fino a casa col sorriso sulle labbra.

giovedì 19 agosto 2010

I trascorsi della lupacchiotta di mare

Che serata ieri! La gente si è riversata tutta nel "mio" ristorante/pizzeria, o RISTERIA PIZZORANTE, come ho iniziato a chiamarlo io! Non vedo a cosa serva andare a correre, tanto ci pensa il lavoro a tenermi in forma! Faccio più km nel locale, avanti e indietro, che in qualsiasi corsa... quasi quasi si sta formando il solco del mio passaggio!
Ma che ci fa una designer come me tra i tavoli a servire la gente?? Già, perchè la sottoscritta attualmente può vantare una splendida quanto assolutamente inutile (nonchè graficamente discutibile) Laurea in Design della Comunicazione. La tengo lì, arrotolata nel tubo blu del Politecnico di Milano, sopra la scrivania. Ogni tanto mi ci cade l'occhio e inesorabilmente ne segue uno sconsolato scuotimento di testa, mentre penso: "3 anni sprecati...". Poi mi ripiglio e penso che in fondo niente è sprecato, comunque è stata una bella esperienza, anche se, in effetti, potevo scegliere qualcosa di meno dispendioso per fare una "bella esperienza"!
Però che ci posso fare, dopo 3 anni passati tra libri, manifesti, modelli 3d e campagne pubblicitarie, qualcuno, che mi chiamava già da un po' e mi punzecchiava con la sua presenza, ha deciso di farmi aprire gli occhi e farmi notare, con traumatico garbo, che avevo perso la bussola e la strada non era esattamente quella che aveva pensato, quindi, se cortesemente, ecco, lei potesse tornare sulla retta via, se non le è di troppo disturbo... ecco, si, è per di là... la ringrazio per la disponibilità... scusi l'intromissione, sa, ma era proprio un peccato vederle buttare via una vita così preziosa... non per vantarmi, ma io ai miei progetti ci tengo, sarà perchè funzionano sempre... quindi si fidi che di qua è proprio la direzione che stava cercando...
Beh, a certe cose non si ribatte, si fanno e basta!
Così il 28 gennaio 2010, proprio il giorno precedente all'esame di Infografica (4 anno, specialistica), mi alzo dalla mia scrivania milanese, afferro il telefono e chiamo casa: "Mamma, torno a casa, ho sbagliato tutto, non è questo che voglio fare. Arrivo domani."
E quindi ora cosa faccio? Beh, l'idea, a parole, è piuttosto semplice e lineare, eccola espressa in punti:
1) Studio per prepararmi al test d'ingresso per la Facoltà di Infermieristica
2) Faccio il test
3) Passo il test
4) Completo i 3 anni senza rimanere indietro perchè tempo e soldi da perdere non ne ho
5) Mi laureo e divento ufficialmente infermiera
6) Vado a lavorare
7) Collaboro con associazioni umanitarie tipo Medici senza frontiere o Emergency e dedico la mia vita al prossimo

Questo, in sintesi, il progetto per la mia vita. Semplice, no?
Sono ancora alla fase 1 del mio programma e tutto il mio futuro dipende dalla fase 3, ma sono fiduciosa!
E per rispondere finalmente alla domanda di cosa ci faccio in una pizzeria: metto su un impero economico per potermi pagare gli studi! (Anche perchè la pizzeria è solo una parte, quest'estate ho fatto la baby-sitter, dato ripetizioni di matematica, fatto la segretaria e per un breve periodo anche la dog-sitter!).

Vento tra i capelli e sorriso sulla bocca, si continua a navigare!

mercoledì 18 agosto 2010

Presentazione della ciurma

E' giunto il momento di presentare il Capitano della nave e la ciurma che affolla il ponte!

Il Capitano, beh... sono io! Una ragazza legata al mare con corde, catene e lucchetti, senza possibilità di allontanamento (e chi lo vuole???). Ho provato a vivere senza questa ingombrante massa d'acqua, per tre anni, nella asciuttissima (si fa per dire...) Milano, ma il destino, inesorabile, mi ha riportata qui...

Questa Ragazza di mare nasce 23 anni fa e da subito non mostra alcuna particolare attitudine per nulla.
So che sembra triste da dire, ma è così, e personalmente non lo trovo nemmeno poi così triste. C'è chi nasce con una speciale abilità in qualcosa e chi, fin da piccolo, si dimostra portato per qualche attività... Non io.
Io non ho una specialità, non ho un ambito in cui posso eccellere e, quasi quasi, me ne vanto! Signore e signori, ecco a voi una donna normale! Potremmo addirittura dire NELLA MEDIA. Terribile, vero? Spaventoso per alcuni. Eppure, è la dura e sconvolgente verità. Sono nella media. Nella media per tutto, tranne che per l'altezza, quella è largamente sotto i livelli standard, ma avrò modo di elencare tutti i motivi che ho trovato nel corso della mia vita per cui "basso è meglio"!

Nonostante ciò, nonostante la mia "mediosità", ritengo di avere una vita straordinaria, la quale è tale per il fatto stesso di essere vita! Ed è proprio di questa che ho intenzione di parlare nelle prossime "perle" che lascerò su questo blog.

Ad aiutarmi nella traversata, molti tenenti, sottotenenti, marinai, mozzi, cuochi di bordo e chi più ne ha più ne metta che verranno fuori pian piano durante i racconti serali attorno al fuoco...
Unico elemento mancante: un Contrammiraglio che abbia voglia di prendere il comando della nave insieme a me. Per ora però devo dire che questo Capitano se la cava egregiamente da solo, è piuttosto bravo a navigare, anche in solitaria! E' che non ci sono più i Contrammiragli di una volta, uomini veri, a cui poter affidare il timone... Chissà, mai dire mai, vedremo cosa ci porta il mare!

Tra il dire e il fare...

La cameriera della pensione, al nuovo arrivato: "Laggiù c'è il mare".
"Benissimo. Ora mi dica da quale parte è il dire e da quale parte è il fare".

Achille Campanile, Mare e mendicanti

Mollare gli ormeggi!

Salpiamo!
Dò ufficialmente il via a questa avventura che prevede l'appassionante, a tratti sconclusionato, ma sempre e comunque sincero racconto della vita di una Ragazza di mare!

L'idea è nata ieri sera, quando, dopo l'ennesima serata di lavoro estenuante in pizzeria, mi sono presa un paio d'ore per godermi un film; per l'esattezza "Julie&Julia", scaric... ehm, procurato per caso e per curiosità e rivelatosi un simpatico passatempo. Una delle protagoniste decide di scrivere un blog, e, poichè io non sono assolutamente influenzabile... eccomi a emularla!

Mollati gli ormeggi, si parte!