Questa sì che è stata una settimana pesante!
Venerdì scorso le lezioni sono finite (erano le ultime dell'ultimo anno! L'aula dell'università non mi vedrà più! Almeno non come allieva...) e il lunedì subito dopo, il 20 maggio, eravamo già in tirocinio.
Io sono nuovamente al polo oncologico, reparto già visto ma che, essendo sede del mio progetto di tesi, frequenterò ancora per un bel po'.
Il progetto di tesi, già... Questa spina nel fianco che io stessa ho provveduto a conficcare! Cosa ciumbia stessi pensando quando ho deciso di impelagarmi in questa impresa, davvero non lo so...
In breve: il fulcro del mio progetto è il concetto di medicina narrativa, che è un approccio alla medicina finalizzato a superare la visione del paziente come semplice "luogo" in cui avviene la malattia, per considerarlo nella totalità della sua persona, con emozioni, aspettative, desideri, esperienze, difficoltà, contesti di vita in cui è inserito. Compito dell'operatore sanitario (medico, infermiere...) è di porre maggiore attenzione a questi aspetti e permettere al paziente di esprimerli, di narrarli (per questo si parla di medicina "narrativa"). Tutto ciò dovrebbe portare a far sì che la persona sia assistita in maniera migliore, più completa e che riesca ad affrontare meglio la propria condizione e ad elaborarne il significato per la sé e la sua vita.
Nello specifico, io propongo ai pazienti del polo oncologico di Sanremo di esprimersi attraverso la scrittura autobiografica e, quando raccoglierò un buon numero di storie, vorrei pubblicare un piccolo libro che le raccolga e che rimanga a disposizione del reparto, affinché l'esperienza di chi ci è già passato possa essere di aiuto e supporto ai futuri pazienti che dovranno affrontare lo stesso percorso.
Carino, no?
Concettualmente mi piace da morire... nella pratica mi fa morire e basta!
Approcciarsi ai pazienti non è semplice, molti mi guardano in maniera diffidente, molti nemmeno mi ascoltano, alcuni sono troppo sofferenti e altri passano talmente velocemente dal reparto che non ho nemmeno il tempo di capire come si chiamano. Inoltre in questi giorni in reparto c'è carenza di personale a causa di numerose malattie e imprevisti, così il lavoro è intenso e c'è davvero poco tempo per pensare ad altro.
In ogni caso, anche tutti questi elementi sono importanti e rientreranno nella mia tesi, sotto la voce "difficoltà e ostacoli nell'applicazione del progetto"!
Ciò che provvede a confortarmi è l'avanzamento dei lavori della mia casetta a Seborga: domani verrà terminato il bagno e ieri mi è stata consegnata la macchina del camino, che nelle prossime settimane verrà installata.
Piano piano la casa prende forma e con essa il mio futuro di libertà e indipendenza!
E ora mollerò qui tutto e me ne andrò su a sistemare un po' il giardino, in cui c'è un meraviglioso albero di fico nel quale ho scoperto di potermi accomodare: sarà la mia poltrona delle prossime sere d'estate :)
Di seguito il ritratto del fico e del panorama che vedrò ogni mattina al mio risveglio quando abiterò nella mia splendida dimora!
venerdì 24 maggio 2013
domenica 12 maggio 2013
Un po' di carica per iniziare la settimana...
"Non è possibile che lo spirito che pensa non sia stato
pensato, che il cuore che ama non sia stato amato."
Francois Mauriac
Bella lì, Francois! Ci piace!
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