Esattamente come avviene nella Scienza: nessuno scienziato potrà mai capire fino in fondo il Grande Disegno. Richard Feynman (uno dei più grandi fisici teorici di questo secolo) era convinto che noi stessimo - e stiamo - vivendo un momento straordinario: quello della scoperta delle Leggi Fondamentali della Natura. Dobbiamo pertanto considerarci molto fortunati in quanto questo periodo è destinato a chiudersi. Se così dovesse essere, la scienza Galileiana arriverebbe al traguardo dopo appena quattro secoli. E dopo? Quale futuro potrebbe avere la Scienza oltre la comprensione rigorosa e totale della Logica del Creato? Una cosa è sicura: siamo dinanzi a un problema la cui risposta è nota soltanto a Colui che ha fatto il mondo. Ecco perché vorrei incoraggiare il lettore a riflettere sull'ipotesi a me tanto cara: l'uomo continuerà a scoprire nuovi fenomeni, nuove frontiere, senza potere mai arrivare a decifrare totalmente il Grande Disegno. Il Grande Disegno resterà sempre al di sopra di tutta la Scienza, esattamente come l'Infinito Assoluto sta al di sopra di tutta la Matematica.
Noi continueremo a scoprire nuovi fenomeni e sempre più il rigore di questa meravigliosa costruzione ci apparirà in tutto il suo straordinario fascino concettuale. Mai però riusciremo a capire tutto.
Questa costante aspirazione dell'uomo a voler capire, sia attraverso il rigore logico-matematico, sia attraverso l'indagine rigorosamente scientifica della realtà, quello che Galilei, Newton, Einstein e Planck amavano chiamare il Grande Disegno di Colui che ha fatto il mondo, resterà nei secoli la testimonianza più bella, nell'immanente, dei valori che distinguono l'uomo da tutte le altre forme di materia vivente.
Colui che ha fatto il mondo, ci ha dato il privilegio di entrare nella vera stanza dei bottoni: là dove sono custodite le Leggi Fondamentali della Natura.
Questo grande privilegio ci è stato concesso, non per distruggere quella stupenda costruzione, negandone i valori. Ma per farci capire la vera sorgente di Infinito e di Scienza.
tratto da L'Infinito di Antonino Zichichi