Oggi è una di quelle giornate in cui nulla va come avevo previsto.
A partire da stamattina, quando mi sono svegliata troppo tardi per fare la prima cosa della giornata che mi ero ripromessa di fare, fino a 5 minuti fa, quando ho dovuto disdire un appuntamento previsto per oggi pomeriggio e non più praticabile: ogni cosa è andata diversamente dai miei programmi.
In questo giorno di piani sballati, mi sembra quasi doveroso fare un resoconto mentale dell'anno trascorso, tanto tra oggi e domani avrei dovuto farlo in ogni caso: il 31 dicembre non perdona, è tempo di revisioni/bilanci/controlli/riassunti/tirarsomme.
E' stato un anno, complessivamente, positivo. Pieno di obiettivi raggiunti, progetti portati a termine, esperienze che mi hanno arricchita, scoperte e rivelazioni, conoscenze; sicuramente un anno di crescita.
Qualcuno, prima della fine di questo anno, se n'è andato: solo materialmente però, perché sarà sempre vicino al nostro cuore; al mio e a quello di tutti coloro che gli hanno voluto bene.
Nel 2011 ho imparato che:
- sono in grado di fare iniezioni in più o meno tutte le parti del corpo, senza svenire o avere mancamenti;
- se si corre all'indietro c'è la concreta possibilità che ti si giri un ginocchio, cosa che procura un dolore lancinante;
- quando provo dolori lancinanti, come quello generato da una distorsione al ginocchio, la mia prima reazione è una risata isterica e incontrollabile;
- amo il silenzio più di quanto io non ami il rumore;
- se ascoltassi di più le altre persone potrei imparare molte cose, anche su me stessa;
- accogliere gli altri per come sono è difficilissimo, ma mi sono scoperta molto determinata a farlo;
- devo mettere in pratica l'empatia;
- mettere l'altro al centro ti arricchisce più di quanto non lo faccia il voler essere sempre tu il protagonista;
- l'umiltà non è la mia dote principale ed è necessario che io ci lavori parecchio;
- gli abbracci sono belli;
- io non sono capace ad abbracciare davvero;
- se non avessi la fede, la mia vita non avrebbe senso.
Ovviamente è un elenco parziale, se mi mettessi a riflette su tutte, ma proprio tutte le cose che ho imparato durante questi 363 giorni (oggi e domani non li conto perché non so ancora cosa mi riservano!), non mi basterebbe un intero blog.
Tra queste, comunque, ce n'è ancora una che merita di essere citata: l'importanza di dire GRAZIE. E non è una cosa che impari una volta e poi smetti di considerarla... Ogni giorno hai l'occasione di metterla in pratica, affinare la tecnica e scovare nuovi motivi per usare questa parola eccezionale.
In conclusione, come già dicevo prima, il 2011 è stato un anno positivo. Spero lo sia stato per tutti, ma nel caso non fosse così, vorrei esprimere un desiderio per il 2012: la ricerca del bene non sia mai accantonata, l'amore di ogni uomo per ogni uomo non si affievolisca mai, la speranza non abbandoni mai il cuore di nessuno, perché anche nell'angolo più nascosto e buio della terra ogni essere umano possa trovare la voglia e la forza di vivere, per raggiungere la vera felicità.