domenica 24 luglio 2011

Settimo comandamento: non rubare

Ma mica l'ho fatto apposta...

Il tempo era poco, ho fatto ciò che ho potuto: lunedì un paio d'ore di antropologia, martedì dalle 16 alle 19,30 mi sono divisa tra sociologia e pedagogia. Ho riassunto tutto in tre schemini striminziti e ho deciso che psicologia l'avrei studiata da zero mercoledì, la mattina stessa dell'esame, nelle tre ore di viaggio per andare a Genova.
Il voto finale è la media tra i voti delle 4 materie, quindi basta bilanciare bene i risultati e forse ce la posso fare. E poi, in fondo, anche se vengo bocciata, non è grave: considerato quanto ho studiato non ci sarebbe nulla di strano, anzi, sarebbe quasi giusto, e comunque a settembre posso ridarlo con calma. Questi i pensieri che mi attraversavano la mente prima di dormire...

E così mercoledì mattina sveglia alle 4,30 e treno alle 5,20: appena seduta tiro fuori il libro di psicologia e inizio a cercare e leggere concetti chiave di argomenti di cui non ho mai nemmeno sentito parlare. Ho fatto del mio meglio, con la testa che mi ciondolava per la stanchezza e gli occhi che a tratti si chiudevano dal gran sonno.

Si può ben capire che, arrivata a destinazione, le mie speranze erano davvero poche...
E poi...
E poi boh, ci sono giorni che la ruota gira, che anche se hai fatto poco Qualcuno sa che quel poco è stato comunque tutto quello che potevi dare, viste le circostanze, e ti dà una mano!
Mi sono piazzata accanto alla prof di psicologia per ascoltare alcune domande, giusto per sapere di che morte morire. Poi finalmente mi sono decisa e sono andata al patibolo...

Ora. O la prof non brillava di intuito, o è impastata di misericordia, fatto sta che mi ha fatto esattamente le domande che avevo ascoltato (e dunque ripassato) fino a quel momento. Ciò che mi fa accantonare l'ipotesi dell'impasto di misericordia e mi fa propendere invece per il poco acume è che, finita l'interrogazione, non solo mi dà 30 e lode (ho raccolto i miei occhi usciti fuori dalle orbite...), ma afferma anche: "Brava! Si vede proprio che ha studiato!".

Un po' mi vergogno di me stessa.

In conclusione, vostro onore, confesso il mio furto: un 30 come voto finale dell'esame di Scienze Umane.

lunedì 11 luglio 2011

Goccioline di sudore

Santi numi, che caldo!
Oggi toccata e fuga a Genova per l'esame di Infermieristica II, un'altra levataccia che si sta facendo sentire, mi si chiudono gli occhi nonostante siano solo le 16.20. Ma il riposo deve attendere! Mercoledì altro esame, quindi si deve studiare, studiare, studiare... Ovviamente non riuscirò MAI a finire tutti e 3 i libri che dovrei leggere... anche perchè nel frattempo continuo il tirocinio, ergo dalle 7.00 alle 14.00 sono a curare i miei cari malati ortopedici.
Inoltre soffro terribilmente la solitudine a causa dell'assenza di tutta la famiglia, partita ieri per la settimana del campo estivo; a ciò si deve aggiungere una buona dose di invidia per loro che sono in montagna al fresco a divertirsi mentre io qui mi sciolgo e lavoro.

A volte sento la stanchezza e lo scoraggiamento che prendono il sopravvento, ci sono troppe cose da fare e a cui pensare... ma poi mi ricordo che è tutto stupendo, che sto facendo ciò che amo e che lo faccio per Gesù e quindi riparto più carica di prima!

Al lavoro!